Come se fossimo invincibili, insieme

Dedicato a chi ama, ogni giorno, incondiziatamente.
A chi sorride alla vita, nonostante tutto.
A chi sceglie di vivere ogni cosa con passione e coraggio.

ASCOLTALA QUI (durata 3′ 20”):


Come se fossimo invincibili, insieme

Abbiamo scalato montagne, affrontato paure, raggiunto i confini del nostro paradiso, insieme.
Siamo arrivati là dove nessuno mai prima di noi, là dove il sole si confonde con la luna, e le stelle cantano in coro la nostra canzone all’unisono.
Abbiamo imparato a camminare tenendoci per mano come l’uno la forza dell’altro, come se fossimo invincibili, insieme.
Siamo caduti dieci, cento, mille volte, ma ci siamo sempre rialzati, abbiamo ripreso a camminare fianco a fianco, a testa alta, come l’uno il coraggio dell’altro. Come se fossimo invincibili, insieme.
A volte io ti ho portata sulle mie spalle, quando eri così stanca che le gambe barcollanti urlavano di fermarti.
A volte tu mi hai riscaldato con un sorriso. Con un sorriso, capisci? Quelle volte mi hai dato tutto quello che mi serviva per ricominciare a respirare, per ricominciare a credere.

Abbiamo attraversato oceani, calpestato deserti, superato i confini del nostro paradiso, insieme.
Siamo arrivati là dove nessuno mai prima di noi, là dove i sogni si raccolgono tra le margherite, e le rose cantano e ballano la nostra canzone all’unisono.
Abbiamo imparato a correre quando era necessario, a gridare nel vento, ad inseguirci sotto la pioggia. Come se fossimo invincibili, insieme.
Siamo caduti dieci, cento, mille volte, ma siamo sempre scoppiati a ridere, e poi abbiamo ricominciato a camminare uno davanti all’altro, come uno la guida dell’altro. Come se fossimo invincibili, insieme.
A volte io ho appoggiato il mio orecchio al tuo petto per ascoltare il battito del tuo cuore, per sapere se stesse ancora vivendo al massimo, ogni giorno come il primo, senza respiro.
A volte tu mi hai rigenerato con un abbraccio. Con un abbraccio, capisci? Quelle volte mi hai dato più di quello che mi serviva per ricominciare a vivere. Per ricominciare a volare.

Abbiamo voluto tutto, abbiamo potuto tutto.
Perché per noi due tutto era possibile.
Come se fossimo invincibili, insieme.

A te, allenatore di pallavolo…

A te che sei un allenatore di pallavolo, proprio come me.

A te che passi i tuoi pomeriggi e le tue sere in una palestra, tra lacrime e sorrisi, cadute e rincorse, delusioni e successi. Tra palloni sgonfi e sgualciti che hanno schiacciato centinaia di mani con i loro sogni e le loro speranze.

A te che a volte devi essere come un padre, fermo, anche quando vorresti lasciarti andare, perché sai che un solo esempio è più importante di mille parole, e allo stesso tempo un fratello quando qualcuno ha bisogno di te, un riferimento importante quando serve, un insegnante generoso all’occorrenza, un libro con tutte le risposte pronto da sfogliare alla necessità.

A te che spesso ti destreggi abilmente tra genitori che ti ricordano come si dovrebbe fare, dirigenti che ti spiegano cosa si dovrebbe fare, atleti che condividono quello che vorrebbero fare. Loro.
E ad ognuno vorresti rispondere semplicemente con un Abbiate fiducia, e divertitevi!

A te che non conosci più i giorni festivi perché il weekend è rigorosamente dedicato al campionato mentre le festività sono perfette per fare lavoro in palestra.

A te che monti, smonti, poi rimonti. E nel farlo ti rendi conto che quella rete messa lì nel mezzo del campo è intrisa della fatica e delle emozioni di chi negli anni è passato prima di te e improvvisamente ti senti così, parte di qualcosa di magico.

A te che programmi gli allenamenti, i periodi, le sedute. Inventi, crei, progetti. E regolarmente devi cambiare tutto all’ultimo secondo perché rimani senza alzatori. O perché c’è lo studio, la scuola, il lavoro, la febbre. Allora ti rimbocchi le maniche e decidi di entrare in palestra ancora una volta pronto a re-inventare, ri-creare, ri-progettare, perché in fondo il tuo ruolo richiede tanta flessibilità… pensi.

A te che hai ogni giorno la grande responsabilità e l’immenso onore di avere affidate nelle tue mani le vite di chi crede in te e con te non si perde neanche un allenamento, di chi desidera profondamente migliorare e migliorarsi, crescere e imparare, di chi nemmeno immagina quali incredibili potenzialità porta dentro di sé eppure sa che vuole essere proprio lì in palestra, con la sua squadra. E allora ti rendi conto che per ogni tuo atleta tu puoi essere una scintilla che accende il fuoco che arderà per sempre.

A te che tra ore di tecnica, tattica, o psicologia, ti sei emozionato come un bambino quando uno dei tuoi atleti si è girato verso di te stupito e fiero di sé per essere riuscito a fare una grande schiacciata, o un muro punto, un’alzata epica, o una difesa impossibile.

A te che condividi i valori dello sport, quelli che ti hanno permesso di essere la persona che sei e che ogni giorno ricordi e porti con te perché siano dei fari nella notte, delle stelle fisse nel cielo, perché sai bene che la tua passione è grande ma unita ai tuoi valori diventa invincibile.

A te che hai la certezza che il mondo possa essere migliore se continui a fare quello che fai con lo stesso impegno e la stessa determinazione,

io auguro la gioia di imparare da ogni vittoria e da ogni sconfitta, la grandezza di amare quello che fai e fare quello che ami, la generosità di credere in ciascuno dei tuoi atleti, nessuno escluso.
E quando, dopo il prossimo allenamento, qualcuno ti chiederà come mille altre volte Sì, ma tu che lavoro fai?, ti auguro il coraggio di rispondere Faccio il lavoro più bello del mondo: l’allenatore di pallavolo!

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La musica, una grande passione!

Nonostante non sia un musicista, amo da impazzire fare musica.
Ogni volta che inizio a comporre un nuovo brano vivo l’emozione di creare qualcosa di nuovo, unico e… magico.
Per me è come un viaggio nella profondità dell’anima e del pensiero, accompagnato dal battito ritmato e melodico del cuore.

Un viaggio che, insieme ad altri, diventa magnifico. Ecco perché voglio condividere con voi questa mia passione.

Ecco il mio canale SoundCloud con tutti i miei brani.Tutti free ovviamente!
Buon ascolto e buon viaggio! 😀

Adolescenti e… ?

Ieri sera in studio tra il pubblico di Linea Gialla, trasmissione di La7 condotta da Salvo Sottile. Tra i temi trattati, adolescenza e bullismo, argomento inevitabile dopo il clamore mediatico suscitato dal video della ragazza di Bollate che riempie di calci una coetanea, caricato su facebook da un compagno.
Tra gli ospiti tanti pareri e opinioni, tante parole di indignazione e vergogna. E tanto lo sgomento e lo stupore davanti al cinismo con cui immagini di violenza e indifferenza dal mondo reale vengono condivise sui media come fossero trofei, imprese di cui vantarsi. Mi chiedo perché. Quando, in fondo, da anni sono proprio loro, le redazioni e le trasmissioni televisive, a rendere quella stessa violenza uno spettacolo vero e proprio con il loro accanimento mediatico, con l’assalto alla notizia, con l’insistenza minuziosa e dettagliata dei particolari anche più scabrosi.
Comunque sia, scrivo questo post perché voglio difendere i giovani, gli adolescenti, i nostri ragazzi.

Troppo facile generalizzare dicendo che gli adolescenti sono una generazione senza valori, che se ne frega dei genitori, in cui il pensiero del suicidio è diffuso e condiviso. Questo è stato detto, tra le altre cose.
Troppo facile mettere un’etichetta e via.
Io ne conosco molti, anzi moltissimi, che amano la vita, che si impegnano nello studio, che condividono la passione per uno sport. Moltissimi che aiutano i compagni di classe a prepararsi per un’interrogazione, che aiutano i genitori con le faccende di casa, che condividono il piacere dello stare insieme. Altri che persino trovano un ‘lavoretto’ per aiutare la famiglia in periodi magri come quello attuale.

Perché allora nelle trasmissioni televisive non si parla di questi ragazzi? Perché non si pone l’attenzione su di loro, sulle loro emozioni, e non si mostra a tutti che esiste sempre la possibilità di essere migliori e fare cose da eroi, ogni giorno?

Ci sono luoghi, posti, realtà in cui gli adolescenti soffrono, vengono emarginati, in cui domina ancora la legge del branco. Questo è vero, prendiamone atto, e subito dopo chiediamoci cosa possiamo fare perché tutto questo cambi.

Cosa puoi fare tu in prima persona genitore, insegnante, educatore?

1) ASCOLTALI!
Ascolta le loro paure, le loro ansie, i loro timori. Ma anche i loro sogni, desideri, progetti.
Hai mai chiesto a tuo figlio qual è il suo sogno? Gli hai mai dato speranza… per il suo futuro?

2) SOSTIENILI!
Aiutali a creare la loro vita, non la tua. A partire dalla scelta della scuola da frequentare.
E da’ loro gli strumenti perché possano scegliere al meglio, e in piena libertà, per il loro avvenire.
Possono sbagliare, come abbiamo fatto tutti. Ricorda che gli errori sono importantissimi per imparare.

3) AIUTALI…
Le loro convinzioni limitanti sul mondo, sugli altri, sul futuro, possono essere cambiate.
Aiutali a farlo mostrando esempi di impegno, coraggio, eroismo.
Fa’ sperimentare loro, in prima persona, cosa significa fare del bene, quanto sia gratificante aiutare gli altri.

4) INSEGNA…
Le emozioni sono tutte utili e meravigliose, sono l’essenza di ciò che siamo. Anche la rabbia, la paura, l’ansia.
Negarle o sopprimerle significa soffrire. Piuttosto insegna loro a… gestirle. E se non sei in grado di farlo, trova chi lo è.

5) DA’ L’ESEMPIO!
Il mondo siamo noi. La famiglia siamo noi. I vicini siamo noi. La società siamo noi.
Noi siamo anche… io e te!
Parlare di pace, rispetto, tolleranza e poi insultare il vicino, o picchiarsi in uno stadio, o mandare al diavolo il politico di turno, è come ubriacarsi e sostenere di essere sobri.
Ricorda che i ragazzi imparano molto di più dai tuoi comportamenti che dalle tue parole.

È solo un inizio, certo. Ma il cambiamento parte sempre da un inizio. E un buon inizio è un buon cambiamento.
I nostri ragazzi siamo anche noi, e loro saranno anche i ragazzi del domani. Quindi il futuro è nelle nostre mani.

Il futuro è nelle tue mani, come vuoi che sia?

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7 cose in 7 giorni

Con l’inizio del nuovo anno spesso accade che facciamo buoni propositi che poi non manteniamo. Prendiamo impegni con noi stessi che poi dimentichiamo, o abbandoniamo, pur consapevoli che ci farebbero stare meglio.
Ad esempio ci promettiamo che cominceremo la dieta o inizieremo a fare uno sport, che smetteremo di fumare, o di mangiare dolci, che chiameremo quell’amico o quel parente, che faremo questo o quello, e poi inevitabilmente… ri-mandiamo.
E quando rimandiamo accade che cerchiamo e troviamo decine di scuse come il lavoro stressante, la mancanza di tempo, o un impegno improvviso. E inevitabilmente… giustifichiamo. E così facendo, passo dopo passo, mettiamo in atto le nostre migliori strategie per evitare la fatica di fare.

Risultato? Nessuno.
Perché senza azioni concrete non si ottengono risultati concreti.

Quando anche a te succede puoi continuare a rimandare e giustificarti, sapendo che continuerai ad avere lo stesso risultato, oppure puoi semplicemente scegliere una strada nuova: iniziare a fare piccole azioni concrete, che ogni giorno ti fanno sentire bene, e che col tempo cambieranno i tuoi comportamenti e le tue abitudini, insomma, la tua vita.

C’è una sola persona al mondo che ti può aiutare in questo: TU! 
Non esiste alcuna tecnica miracolosa che fa le cose al posto tuo, che schioccando le dita ti trasforma nella persona che desideri essere, ma esiste una forza che ti permette di prendere in mano le redini della tua vita: la tua volontà. Tu puoi scegliere chi essere, cosa dire e cosa fare.
Tu puoi perché la tua vita è tua, e chi meglio di te può decidere come deve essere?

Oggi ti propongo una tecnica che può esserti utile in questo tuo processo di cambiamento.
L’ho pensata e provata in prima persona, ecco perché posso dirti che è molto semplice e molto efficace. 

L’ho chiamata 7 cose in 7 giorni:

1) Scegli sette cose concrete (o gesti o azioni) che ti fanno stare bene.
2) Scrivile, uno per ogni giorno della settimana.
3) Impegnati a farle, ogni giorno, per un mese.

Facendo ogni giorno quello che ti fa stare bene ti accorgerai che diventerà sempre più semplice per te farlo, finché sarà naturale e allora potrai scegliere altre sette cose e ricominciare. Fare diventerà parte di te, e vorrai fare sempre di più.

Ecco un esempio di come può essere scritta la tua lista:
–        Lunedì: sorrido e saluto le persone che incontro
–        Martedì: trascorro un’ora con mio figlio
–        Mercoledì: faccio una passeggiata di mezz’ora
–        Giovedì: cerco un motivo per ringraziare i colleghi e li ringrazio
–        Venerdì: bevo un caffè in meno
–        Sabato: dedico un’ora al mio hobby
–        Domenica: dedico un’ora alla lettura

Il numero sette è un numero denso di misticismo e da sempre considerato un numero magico.
Nella tradizione religiosa sette sono le virtù e sette i peccati capitali, sette i bracci della Menorah ebraica, sette i sacramenti. Ma sette sono anche i chakra nel corpo umano, le meraviglie del mondo antico, le vite di un gatto. I sette nani, le sfere del drago, le note musicali. I colori dell’arcobaleno sono sette.
Quindi, quello che puoi fare ora è considerare i sette giorni della settimana come il tempo magico del tuo cambiamento, del tuo stare bene. E la chiave di questo cambiamento, di questa magia, è agire. Fare.
Più fai cose che ti fanno stare bene, più stai bene. E più stai bene, più fai cose che ti fanno stare bene.

Perché con azioni concrete ottieni risultati concreti.

Cosa aspetti allora? Scrivi subito la tua lista e… buona vita felice! 

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Il senso del limite, al limite

Per chi ancora non l’ha letto, propongo il mio articolo uscito per la rubrica sport sul nostro nuovissimo Illuminiamoilmondo MAG, nr.1, dicembre 2013.

Il senso del limite, al limite!

Vi è mai capitato di affrontare una prova, un allenamento, o una semplice sfida con voi stessi, e sentirvi dire che tanto è impossibile o, peggio ancora, che tanto non ce la potete fare?
E’ capitato anche a me.

Era il 2007. Mi ero appassionato alla corsa da circa tre anni quando decisi di affidarmi ad alcuni specialisti del settore per capire fino a che punto avrei potuto spingermi. Volevo conoscere i miei limiti fisici perché il mio sogno di allora era quello di diventare un podista professionista. Mi sottoposero a vari test e i risultati furono eclatanti: mi fu detto chiaramente che ero al limite delle mie possibilità, che il mio organismo in nessun modo sarebbe riuscito a reggere un ritmo più veloce, e che le prove aerobiche e anaerobiche erano state chiarissime, avrei potuto limare al massimo qualche secondo a chilometro, di sicuro mai e poi mai sarei stato in grado di scendere sotto i 38 minuti per una gara di 10 km, la mia specialità. Fui preso dallo sconforto e mi rivolsi ad un altro centro specialistico del settore che, purtroppo, produsse gli stessi risultati. Soglia anaerobica docet! In fondo la natura è natura, la genetica è genetica. Tutti abbiamo dei limiti, questo imparai quell’anno.

Un sogno si era appena infranto in qualche misera goccia di sangue. Ero deluso, sconfortato, triste. Non corsi per i successivi 6 mesi. Poi accadde qualcosa di magico, e un giorno all’improvviso alzai la testa e reagii.

Ricominciai a correre fregandomene dei numeri e dei valori. Buttai via cronometro e cardiofrequenzimetro, volevo solo impegnarmi al massimo e dimostrare a me stesso e a chi mi aveva dato per vinto che sarei riuscito a superare quei limiti. Così ripresi ad allenarmi ancora più intensamente, con costanza, tutti i giorni, con sole, pioggia o neve. D’estate andavo in montagna per correre in salita, d’inverno correvo al buio e al freddo per ore. Sarei riuscito a correre 10 km in 36 minuti, ne ero certo.
Determinazione e focus al massimo. C’era solo il mio obiettivo, nient’altro.
Continuai tutti i giorni per mesi, per 3 anni e finalmente cominciarono ad arrivare i primi risultati. Alle gare mi piazzavo sempre meglio. Infine arrivò quel giorno magnifico. Ricordo ancora l’emozione della prima volta che conclusi una gara in 36 minuti. Tutto poteva finire all’istante, perché ci ero riuscito. Ero orgoglioso di me stesso: avevo abbattuto il muro, eliminato il demone, sconfitto il nemico.
Fu allora che capii che, anche piazzandomi al ventesimo posto della classifica generale, l’avevo vinta io quella gara. Fu allora che realizzai che non era importante dimostrare il mio valore a qualcuno, ma essere finalmente libero. Tutto quello per cui avevo lavorato sodo e mi ero impegnato al massimo mi aveva permesso di arrivare dove nessuno avrebbe mai immaginato, certo, ma soprattutto mi aveva liberato dalle prigioni dell’impossibile.

Nel 2011 feci il mio record personale sui 10 km in 34 minuti e 01 secondi. Ben quattro minuti al di sotto delle previsioni esatte della scienza. Ben due minuti al di sotto delle mie stesse aspettative. Poi smisi di correre.

Questa esperienza mi ha insegnato che gli unici limiti che esistono davvero sono quelli che noi imponiamo a noi stessi, volontariamente o involontariamente, e che le persone che abbiamo intorno, anche se in buona fede, tendono ad imporci la loro rappresentazione del mondo e della vita. E soprattutto mi ha insegnato che la nostra convinzione è più forte di ogni altra cosa ed è quella che fa la differenza tra chi perde e chi vince.
Perché in fondo vincere non è tagliare il traguardo prima degli altri, ma realizzare noi stessi. Essere chi desideriamo.

Troverete ovunque persone che vi daranno per spacciati, che sminuiranno il vostro valore, che vi diranno cosa si può e cosa non si può fare nella vita. Probabilmente ne avete già intorno a voi di persone così. Probabilmente hanno contribuito a generare in voi quella serie di convinzioni che non vi permettono di essere o diventare quello che desiderate. E a volte voi stessi sarete i vostri peggiori nemici: quando vi abbatterete per un risultato non ottenuto, quando vi considererete o vi darete dell’incapace, quando non crederete abbastanza nelle vostre possibilità e deciderete di rinunciare.
Ma, la cosa meravigliosa è che tutto questo può essere cambiato. Un ostacolo che sembra insormontabile può diventare un’opportunità. Ripensandoci ora, nel mio caso è stato proprio grazie a quei test demoralizzanti che sono riuscito ad avere risultati pazzeschi, inaspettati.

Certo, per ottenere l’eccellenza si deve faticare parecchio, ma avere con sé le giuste convinzioni e forti motivazioni permette di essere già a metà dell’opera.
Perché i limiti non esistono. Esiste un senso del limite, al limite. E come tale è solo un senso, niente di più di un mal di pancia, o di una vertigine. Solo un’impressione. Solo un’idea.
Quanti mal di pancia o vertigini sono passate nella vostra vita? Quante impressioni o idee avete cambiato?
E ora che ne siete coscienti, quanti limiti siete disposti ad abbattere?

L'impossibile esiste soltanto in una mente limitata (Diego Nardi)

Puoi trovare questo mio articolo e molti altri articoli sul nuovo MAGAZINE di Illuminiamoilmondo. E’ scaricabile, gratis, online.
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IL SOLE DELLA TERRA

Lettera aperta a Luciano Ligabue

Caro Luciano,
se quella storia che raccontano dei sei gradi di separazione è vera, allora c’è una possibilità che tu legga questo mio post prima o poi. 
Sono un tuo grande fan, lo sono sempre stato. Per intenderci sono cresciuto a lambrusco, coltelli, rose e pop corn. Non c’è una tua canzone che non mi sia piaciuta e negli anni ho apprezzato il cambiamento, la tua voglia di rinnovarti. Album dopo album mi sono gustato il tuo essere poeta rock di sentimenti e di emozioni e amo il tuo gusto artistico tipicamente… tuo.

Sono qui a scriverti ora perché la tua ultima canzone ‘Il sale della terra’ mi ha colpito molto. Per la musica, per la metrica certo, ma soprattutto per la sua verità e la sua schiettezza. Hai fotografato alla perfezione quello che siamo.  Solo che ascoltandola e riascoltandola più e più volte sono rimasto con l’amaro in bocca.
Perché sai, Luciano, io sono fortemente convinto che abbiamo anche delle luci, dei pregi, non solo ombre, non solo difetti. E sono altrettanto convinto che il modo migliore per apprezzare queste nostre virtù e qualità sia quello di riconoscerle, e non soffermarsi sempre e soltanto su quello che non ci piace di noi stessi. 
Io, per esempio, faccio parte di un gruppo che si chiama Illuminiamoilmondo, siamo già più di mille ormai.  La nostra missione è cercare e trovare intorno a noi le cose belle, le virtù, le luci, e condividerle con gli altri. Postiamo foto meravigliose su facebook, creiamo oggetti a forma di cuore per la semplice bellezza del farlo,  scriviamo pensieri nostri da condividere, ci sosteniamo a vicenda, portiamo davvero luce a chi ne ha bisogno. E abbiamo anche progetti di solidarietà. Pensa, quest’anno raccogliamo fondi per un’associazione argentina che si occupa di bambini.
Vogliamo mostrare quanto c’è di meraviglioso fuori e dentro di noi. E lo facciamo perché possiamo farlo. Possiamo scegliere di farlo, questa è la verità. Sappiamo bene anche noi che le ombre esistono, che le crisi fanno male, ma insieme riusciamo a sbilanciare i nostri pensieri, le nostre parole e le nostre azioni verso la luce, e questo fa davvero la differenza per la vita delle persone.

Sono certo che hai sentito dire che ‘il mondo è come tu lo vedi’. Ecco, per me questo significa che ognuno di noi puoi scegliere cosa e come guardare. E quando ti concentri sul positivo, cominci a trovare solo quello. E allora le persone cominciano a cambiare aspetto, gli impegni e le idee a cambiare forma; tutto si rinnova magicamente. 
Perché nel mondo c’è tanta speranza, e c’è tanto amore.

Per questo motivo voglio proporti una versione differente del testo della tua meravigliosa canzone. Mi sono permesso di cambiare qua e là qualche parola. Amo giocare con le parole. L’ho chiamata Il sole della terra.

Spero con tutto il cuore che il risultato ti piaccia, in fondo si tratta dello stesso luogo, solo guardato da un altro punto di vista.
Le parole creano emozioni, e questo tu lo sai. 
Le parole creano la realtà, nel momento in cui noi scegliamo quali e come dirle.

Grazie per tutto quello che fai e per le emozioni che mi regali ogni giorno,
con affetto,
Diego

Il sole della terra

Yeeeeee Yeeeeee

Siamo la sorpresa dietro un finestrino,
siamo la risata di una madre e il suo bambino,
siamo la promessa fatta sull’altare,
siamo la carezza che vogliamo ricordare.

Siamo il capitano col suo mandolino,
siamo quel coraggio di Falcone e Borsellino,
siamo i trucchi nuovi sopra a quelli vecchi,
siamo quei dottori che li mettono sugli occhi.

Siamo il cane sulla sedia, l’arte,  la commedia,
a tutto c’è un rimedio,
siamo il terremoto che non fa paura,
siamo quelli che ricostruiscono le mura.

Siamo… yeeeeee il sole della terra.
Siamo… yeeeeee il sole della terra.

Siamo l’opinione data con amore,
siamo le riunioni attorno al nostro focolare,
siamo le figure belle da ballare,
siamo la bellezza di una terra e del suo mare.

Siamo il cane sulla sedia, il genio, la Commedia,
se sbaglio poi rimedio,
siamo la vittoria della nazionale,
siamo quelli che han risollevato quella nave.

Siamo… yeeeeee il sole della terra.
Siamo… yeeeeee il sole della terra.

Siamo la freddezza che non fa paura,
siamo quella nonna che di te si prende cura,
siamo la Ferrari con i suoi motori,
siamo la risata che regala i suoi colori.

Siamo… yeeeeee il sole della terra.
Siamo… yeeeeee il sole della terra.

 

Ecco il video ufficiale della canzone ‘Il sale della terra’:
http://www.youtube.com/watch?v=IUWtAUKYmAQ